L’ASSOCIAZIONE ORIZZONTE AFRICA

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STORIA DELL’ASSOCIAZIONE ORIZZONTE AFRICA

Fin dal 1999 alcune persone di Calderino (Comune di Monte S. Pietro in provincia di Bologna) che oggi fanno parte dell’Associazione Orizzonte Africa hanno conosciuto la suora laica congolese Rose Monique Ololo Muzodi che aveva studiato missiologia presso la Pontificia Università Gregoriana a Roma.

Rose Monique e il Papa Giovanni palo IIRose Monique e il Presidente della Repubblica Scalfaro 1

Ritornata in patria questa missionaria laica ha costituito la ong APIFER per l’Alfabetizzazione e la Promozione Integrale della donna in ambiente Rurale. La sua attività si è svolta sia a Kinshasa che nel villaggio di Matadi Babusongo, nel Kasai a sud di Kananga. Dal 1999 al 2005 un gruppo informale di volontari ha promosso iniziative di raccolta di denaro e materiali che sono stati inviati a più riprese in Congo. Nel 2000 fu organizzata la spedizione di un container di materiale di ogni genere (biciclette, macchine da cucire e da scrivere, attrezzi per l’agricoltura) che dopo grandi vicissitudini, e dietro il versamento di un’ingente somma, riuscì ad arrivare a destinazione. Nel 2001 venne inviato altro materiale molto importante (due radio rice-trasmittenti, due pannelli solari e relativa batteria, un microscopio e un computer e materiale sanitario) con l’aiuto di una onlus romana che si è occupata del trasporto.

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Fin dall’inizio i volontari sono stati in contatto con amici di Anzola dell’Emilia (provincia di Bologna) che a loro volta hanno partecipato alla spedizione del container e hanno poi elaborato e portato avanti un progetto per la formazione tecnica di un giovane del villaggio congolese ospitato in Italia per sette mesi . Negli anni successivi il gruppo di volontari di Calderino ha sempre continuato a sostenere economicamente il progetto congolese APIFER promuovendo raccolte di fondi attraverso pranzi, mercatini e donazioni private. Nell’anno 2004 suor Rose Monique è tornata in Italia ed è rimasta circa tre mesi per incontrare persone alle quali poter esprimere le difficoltà che stava affrontando nel suo paese, una nazione lacerata da una guerra interna, priva di un governo capace di occuparsi del bene del suo popolo. Com’è possibile vivere in un paese senza costituzione, senza strade e senza scuole, senz’acqua e senza luce, dove la gente muore per mancanza di cibo o di medicine? Questa situazione è peggiorata di anno in anno rendendo tutto più difficile a causa anche della corruzione e della grandissima svalutazione. Al suo ritorno in Congo, poiché la vita nella capitale era diventata insostenibile, Suor Rose Monique si è definitivamente trasferita al villaggio di Matadi Babusongo per aiutare le donne e i bambini orfani e abbandonati. Qui ha costruito una piccola scuola e un ambulatorio che manca però di attrezzature sanitarie di base e di medicinali. Mentre gli amici di Anzola dell’Emilia (che nel 2003 hanno costituito l’Onlus Anzola Solidale) hanno sostenuto negli studi due ragazze del villaggio all’Università per Infermieri Professionali a Kinshasa, i volontari di Calderino hanno sempre continuato a finanziare il progetto APIFER al villaggio per l’acquisto di materiali, sementi, cibo e medicinali e stipendi agli insegnanti. Nell’anno 2005 i volontari hanno deciso di costituire l’Associazione Orizzonte Africa riunendo alcune persone particolarmente sensibili ai problemi dell’Africa e in special modo della Repubblica Democratica del Congo.

Siamo da anni in stretto contatto con l’Onlus Amore e Libertà, fondata dal missionario italiano Don Matteo Galloni che a Kinshasa ha costituito la missione “Ecole de la Liberté” ove accoglie anche diversi bambini di strada per curarli, nutrirli e farli studiare. Tre nostri amici dell’Associazione Anzola Solidale si sono recati nel 2007 nella Repubblica Democratica del Congo ed hanno raggiunto il villaggio di Matadi Babusongo dove hanno potuto verificare personalmente la miseria in cui versa la popolazione e particolarmente lo stato di necessità dei bambini orfani e abbandonati che vengono quotidianamente accolti e curati da suor Rose Monique. Hanno anche potuto constatare le oggettive difficoltà che gli abitanti del villaggio devono continuamente affrontare per quanto riguarda la grande distanza dalla città (più di 200 km. da Kananga percorsi quasi sempre a piedi), strade spesso impraticabili e collegamenti pressoché inesistenti, il problema dell’acqua, il gran numero di persone che necessitano di cure mediche rispetto alla grave mancanza di medicine e di attrezzature mediche di base.

percorsi africani 164percorsi africani 227Nel 2009 Suor Rose Monique Ololo è venuta in Italia ospite della nostra Associazione e ci ha illustrato i faticosi progressi conseguiti nel suo villaggio e particolarmente le difficoltà a cui deve far fronte per portare avanti l’attività di alfabetizzazione e promozione delle donne e la scuola elementare per i bambini. I problemi sono molteplici soprattutto legati alle diffuse malattie (malaria, malnutrizione, tubercolosi, ecc.), agli scarsi mezzi finanziari per remunerare gli insegnanti e reperire il materiale scolastico e le derrate alimentari, il tutto complicato dalla continua svalutazione dovuta all’instabilità politica a livello nazionale. Nonostante tutti questi problemi in questi anni siamo sempre riusciti a starle vicino e a sostenerla sia moralmente che economicamente, tanto che ha potuto costruire altri due edifici per la scuola e acquistare una piccola casa a Kananga che serve da punto di appoggio quando vi si reca con bambini ammalati che solo in città possono essere curati adeguatamente con le necessarie medicine. In questi ultimi anni, grazie anche al contributo dell’onlus AMAC di Musile di Piave un’associazione veneta, ha potuto mettere a coltura alcuni ettari di terreno che hanno prodotto un abbondante raccolto che ha consentito di sfamare per diversi mesi la popolazione del villaggio. Per questo sarebbero necessari attrezzi agricoli e bisognerebbe studiare un sistema di conservazione dei prodotti. Recentemente è stata acquistata una jeep usata in buone condizioni, in sostituzione di quella precedente ormai vecchia di vent’anni. Purtroppo le strade africane sono terribili e ad ogni viaggio diventa necessario sostituire un treno di gomme, che, aggiunto al costo del carburante (esorbitante se rapportato al pil congolese) fa sì che il suo utilizzo diventi quasi impossibile, anche se indispensabile per il trasporto di persone e prodotti. Come si vede le necessità sono tante e i fronti su cui impegnarci non mancano, non c’è che l’imbarazzo della scelta.